Ricordi - Pathos

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Ricordi

In memoria di Filippo Bellinghieri
In memory of Filippo Bellilnghieri
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A cura di William Raffaeli
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Oggi salutiamo Filippo, scivolato dalla vita il primo settembre alle 12.47.
Ho visto Filippo per la prima volta nel 2002, quando arrivò ai corsi Isal con il suo carico di valigie che voleva riempire di sapere. Che fosse un uomo deciso e caparbio nel suo amore per la scienza del dolore fu evidente dall’attiva partecipazione e dalla successiva capacità di costruire, a fine corso, la sezione ISAL Sicilia; con la stessa decisione e con tutto il suo gentile e bonario carisma sostenne la nascita di Federdolore e ne facilitò l’approdo nella nuova Federdolore-Sicd.
Mi ricordo il suo sorriso spuntare dietro le quinte: se oggi ripercorriamo i momenti più importanti del nostro frastagliato universo di battaglie per dare un senso di disciplina al nostro lavoro, scopriamo che Filippo c’è sempre stato; magari dietro, un po’ in disparte, ma sempre presente. Gli era naturale esserci ... “Filippo, vieni su a Milano per la...” “Vieni a Roma per il...” 
Così come per noi era una gioia andare nella sua Taormina, dove ci riempiva di delizie, dalla granita al gelso ai cannoli con la ricotta, gustati nei meriggi di sole declamando le virtù di uno dei tanti amici; sì perché Filippo era pieno di amici, come il mitico Victor, gestore del ristorante meno Vip del paese, ma dove potevi assaggiare le più raffinate golosità di quella bellissima terra, nel suo amatissimo paese, Gianpilieri.
Un uomo di forti sentimenti che cercava gli affetti sinceri, quelli che Ricordi richiedono la capacità di essere uomini di parte e giammai di opportunismo. Era un professionista severo con se stesso e cercava quel sapere che talora temeva gli mancasse; per questo, per anni, si è imposto i numerosi viaggi nel “Continente“ per partecipare a corsi e riunioni, nonostante i disagi della sua malattia: mi fa tenerezza ricordarlo, un giorno mentre si correva a prendere il treno a Milano: affranto e affaticato mi disse: “Vai William, vai, che questa maledetta gamba non mi sorregge”
Mi sono fermato, rattristato nel vedere come, nonostante la fatica fisica, desiderasse inseguire i ritmi della scienza. Filippo amava il nostro gruppo ed era triste se vedeva che qualcosa si incrinava, che non tutto era perfetto.
Ma il suo sogno lo ha realizzato: nelle numerose difficoltà, a piccoli passi, nel suo ospedale, con il primo ambulatorio, la scuola, la società e l’impegno nelle piazze si è battuto per creare a Taormina un Centro di eccellenza. Filippo ci sei riuscito: un mese prima di morire! Hai lasciato questo dono a chi soffre; lo ricorda bene in questa sua umana disponibilità ad ascoltare i semplici il suo amico Guido, che lo ha visto negli ultimi giorni mentre, sofferente, rincuorava un paziente affetto da dolore da cancro. E noi ti diciamo che non tradiremo la tua speranza: al dolore sapremo dare cura e della tua amicizia sapremo onorarne la memoria.
Ciao Filippo, buon viaggio nel sogno.

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