Editoriale - Pathos

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Editoriale

 
Pathos 2015; 22; 1. Online 2015, Apr 7
Integratori e analgesia:
caduta e ascesa di un antiossidante, il resveratrolo
Integrators and analgesia: fall and raise of an antioxidant: resveratrol
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Maria Luisa Sotgiu
IBFM-CNR, Segrate, Milano
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Riassunto  Il resveratrolo, un polifenolo naturale di origine vegetale contenuto nella buccia dei chicchi d’uva, nel vino rosso e in alcune bacche e piante, è una sostanza antiossidante a cui sono stati impropriamente attribuiti molti altri effetti benefici. Recentemente, indagando sui meccanismi alla base del suo effetto antiossidante, si è scoperto che, grazie alla sua proprietà di inibire l’attivazione della microglia, il resveratrolo attenua lo sviluppo della tolleranza agli oppioidi e si può considerare come un possibile componente delle strategie per contrastare questo fenomeno.
 
Summary  Resveratrol,  a natural polifenol widely found in the red wine, is an antioxidant to which several other beneficial  properties  have been improperly attributed.  
Recently  the  mechanisms underlying its antioxidant effect,  have been  indagated. It has been found that for its inhibitory action on the microglia activation, the resveratrol  attenuates the development  of opioid tolerance. Therefore it may be part of the strategy to contrast this phenomenon.
Parole chiave  Resveratrolo, inibizione microglia. tolleranza oppioidi
Key words  Resveratrol, opioid tolerance, microglial inhibition

Il resveratrolo è un polifenolo naturale di origine vegetale che si trova in quantità notevole nella buccia dei chicchi di uva, nel vino rosso, in alcune bacche e piante. La sostanza, che è un attivatore di AMPK (adenosine monophosphate-activated protein kinase) una proteina che regola il metabolismo energetico cellulare,1 è stata molto studiata, non solo come antiossidante, ma anche per presunti effetti benefici come antiinfiammatorio, cardioprotettore, antitumorale, anti-età.
Il suo ruolo di "toccasana" dalle straordinarie virtù terapeutiche, supportato dalla pubblicazione di risultati sperimentali (ottenuti da studi in vitro o in animali da laboratorio) è stato divulgato su riviste ad ampia diffusione e in trasmissioni televisive, anche per i forti interessi legati alla sua commercializzazione come integratore.
Come notazione aneddotica si può citare il consiglio, dato da alcuni esaltatori della dieta mediterranea, di consumare vino rosso come sorgente primaria di resveratrolo, ma considerando che la dose efficace è di almeno 50 mg/die, e il contenuto di resveratrolo è di 12.5 mg/litro, la quantità giornaliera di vino per avere effetti benefici sarebbe di 4 litri!!
 
Recentemente, molte delle proprietà attribuite a questa sostanza sono state messe in discussione. In uno studio della John Hopkins University pubblicato nel 2014 su Jama Internal Medicine, si sostiene che il resveratrolo non presenta per la salute tutti i benefici attribuitigli in questi anni.2 La sostanza è un valido antiossidante, ma privo delle virtù miracolose tanto enfatizzate. Molti degli effetti benefici descritti sono risultati frutto di falsificazione di dati da parte di quello che era considerato il più grande esperto di resveratrolo: il direttore del centro ricerche cardiovascolari dell’Università del Connecticut. La notizia della frode scientifica ha avuto anche una diffusione giornalistica, con titoli come: “Il falso mito del resveratrolo” (Corriere della sera- 13 maggio 2014, Il Fatto quotidiano – 19 maggio 2014).
 
Tuttavia, le proprietà della sostanza sono tuttora oggetto di indagini per verificare se i meccanismi alla base della sua attività antiossidante possano essere direttamente o indirettamente coinvolti in altri eventi.
In questo contesto, in una ricerca recente (2014), si è osservato che il resveratrolo può attenuare il fenomeno della tolleranza agli oppioidi, agendo come inibitore dell’attivazione della microglia,3 che induce lo sviluppo di questo fenomeno. La microglia si attiva nel midollo spinale in seguito a processi infiammatori o danni ai tessuti o ai nervi e libera sostanze neuro attive e pronocicettive come aminoacidi eccitatori, citochine proinfiammatorie, interleuchine IL1, IL6, prostaglandine, tumor necrosis factor (TNF).4 L’attivazione della microglia può avvenire anche in seguito alla somministrazione ripetuta di oppioidi; in questo caso, le sostanze pronocicettive liberate ne contrastano l’azione analgesica. I dati in letteratura riportano che la microglia attivata ha un importante ruolo nello sviluppo della ‘tolleranza agli oppioidi’.5
Clinicamente, la tolleranza agli oppioidi si presenta come la riduzione progressiva dell’efficacia e della durata dell’azione analgesica e comporta, per il recupero e il mantenimento dei livelli iniziali di analgesia, incrementi del dosaggio con conseguente aggravio degli effetti avversi.
 
Contrastare questo fenomeno è quindi un importante obiettivo per la terapia antidolorifica con gli oppioidi. Secondo i dati presentati nella ricerca su citata,3 il resveratrolo inibisce l’attivazione della microglia indotta dagli oppioidi, un effetto mediato dall’aumento dell’attività di AMPK e legato all’inibizione della sintesi delle citochine pro-infiammatorie nella microglia stessa. Inibendo l’attivazione della microglia e il rilascio delle sostanze pro nocicettive-infiammatorie, viene ridotta o bloccata la tolleranza agli oppioidi. I meccanismi che sottendono la tolleranza agli oppioidi sono complessi e non ancora completamente definiti. L’effetto inibitorio del resveratrolo sull’attivazione della microglia indotta dagli oppioidi può, in questo caso, essere preso in considerazione come una delle strategie per contrastare il fenomeno della tolleranza agli oppioidi.
Bibliografia
1) Dasgupta B, Milbrandt J. Resveratrol stimulates AMPKinase activity in neurons  Proc Natl Acad  Sci USA.  2007, 104: 7217-7222.
2) Semba RD, Heller S. Resveratrol in red wine not such a health-booster? JAMA Internal Medicine online, May 12, 2014.
3) Han Y, Jiang C,Tang J, Wang C, Wu P et al. Resveratrol  reduces morphine tolerance by inhibiting microglial activation via AMPK signaling. Eur J Pain  2014, 18:1458-1470.
4) Hanish UK, Microglia as a source and target of cytokines. Glia 2002, 40: 140-155.
5) Song P, Zhao Z-Q. The involvement of glial cells in the development of morphine tolerance.
Neurosci Res 2001, 39: 281-286.

Pubblicato il 7 aprile 2015


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