Ricordi - Pathos

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Ricordo di Carlo Rossano
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A cura di
Claudio Caputi
Direttore della SOD di Medicina del Dolore e Palliativa
Azienda Ospedali Riuniti di Ancona
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Recentemente è mancato Carlo Rossano. Nato in provincia di Salerno, nel 1950 era arrivato ad Ancona da Torino, dove aveva appena conseguito, nell’Istituto diretto da Enrico Ciocatto, la specializzazione in Anestesia, nel primo corso istituito in Italia.
Pioniere per l’epoca della nuova disciplina, aveva trasferito tutto il suo bagaglio professionale d’avanguardia nell’Ospedale Umberto I di Ancona, realizzando il servizio di Anestesia e successivamente di Anestesia e Rianimazione.
Ma la sua vocazione di antesignano si concretizzava ancora, nel 1980, con l’attivazione della Divisione di Analgesia; prima struttura ospedaliera autonoma in Italia in grado di assistere e curare, anche in regime di ricovero, pazienti affetti da dolori acuti persistenti e cronici di difficile trattamento.
Attualmente tale struttura, diretta dal sottoscritto, ha assunto a partire
dal 2000 la denominazione di Medicina del Dolore e Palliativa. Da ricordare inoltre il Primo Congresso Nazionale sulle Anestesie Spinali, fortemente voluto da Rossano e, con gran successo, realizzato ad Ancona nel giugno 1977. Tale congresso è stato il primo in Italia che ha consacrato la valenza scientifica e clinica delle tecniche anestesiologiche periferiche, attualmente patrimonio professionale indispensabile e insostituibile di ogni anestesista-rianimatore e terapeuta del dolore. Esso è sicuramente ancora nella memoria di tutti gli anestesisti italiani, che numerosissimi avevano partecipato.
A Carlo Rossano il grande merito di aver contribuito all’evoluzione e, ancor di più, alla diffusione fra gli anestesisti italiani, negli anni Settanta e Ottanta, delle tecniche anestesiologiche periferiche, all’epoca poco conosciute e praticate.
Io stesso, approdato ad Ancona nel 1975, nei miei primi periodi di attività professionale, ho potuto apprendere e praticare tali tecniche e ho potuto godere dell’entusiasmo che Carlo Rossano profondeva e trasmetteva nell’esercizio della pratica professionale.
Ricordo, inoltre, la sua grande disponibilità alla discussione di idee e intuizioni innovative che, talora, si traducevano in efficaci trattamenti clinici. Mi sembra pertanto doveroso e opportuno testimoniare ai numerosi giovani colleghi anestesisti dei nostri ospedali, che quotidianamente operano forse inconsapevoli di alcune “radici” della loro formazione professionale.
A tutti i medici della nostra provincia il messaggio di essere fieri di aver annoverato nel nostro ordine professionale un pioniere dell’algologia; una nuova disciplina che, attraverso servizi e strutture dedicate, ci permette di affrontare con la migliore professionalità un problema tanto rilevante e diffuso fra i nostri pazienti: il dolore.
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