Editoriale - Pathos

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Editoriale

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Il paziente, il medico di medicina generale
e la nuova Legge sul dolore
The patient, the physician and the new law on pain
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Maria Luisa Sotgiu
IBFM-CNR Milano
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Il controllo e/o l’eliminazione del dolore è uno dei problemi per i quali vengono più spesso consultati i medici di famiglia o medici di medicina generale. Il dolore viene comunemente descritto dai pazienti in termini quantitativi e qualitativi approssimati oltre che gravati da una forte variabilità soggettiva che non aiuta il medico a formulare una diagnosi precisa. Per contro, la terapia proposta dal medico generalmente consiste nel trattare il sintomo dolore mediante farmaci aspecifici ci o terapie alternative con temporanea soddisfazione del paziente ma con un’alta probabilità di ricadute. A causa di una carenza diagnostica, spesso ci si ferma al trattamento del sintomo, mentre sarebbe indispensabile inserirlo in un corretto quadro di eziopatogenesi per attuare una corretta, quando possibile, terapia della patologia causale.
Con l’obiettivo di far recepire ai medici non specialisti, o medici di medicina generale, la necessità di approfondire le specifiche conoscenze per affrontare i problemi diagnostici e terapeutici delle varie sindromi algiche, fin dal 1980 sono stati organizzati da parte delle Università, di diverse associazioni e Società scientifiche, numerosi corsi sulla Medicina del Dolore.
Alcuni corsi sono stati indirizzati anche a un pubblico non medico, con l’idea che divulgare informazioni, senza creare allarmismi, ma scoraggiando il facile ricorso al “fai da te”, servisse a sensibilizzare i cittadini sul concetto che il dolore è un segnale d’allarme di cui deve essere ragguagliato il medico nel modo più chiaro e dettagliato possibile, e fosse quindi utile a facilitare la comunicazione paziente-medico.
La Legge 38 del marzo 2010 sul dolore con la costituzione della Commissione Nazionale (decreto del 13 maggio 2010) per l’attuazione dei principi contenuti nella Legge stessa, ha cambiato radicalmente il ruolo del medico di medicina generale.
La Legge prevede infatti la costituzione di una rete territoriale di strutture sanitarie (e di assistenza domiciliare), divisa in tre nodi: gli ambulatori dei medici di medicina generale, i centri di riferimento di terapia del dolore (Hub), l’ambulatorio di terapia antalgica (Spoke). In questo modello, i medici di medicina generale rappresentano il primo riferimento per i cittadini con dolore acuto o cronico e dovranno dare una prima risposta ai problemi del paziente.
Il medico a sua volta, è in contatto con gli Hub e con gli Spoke ai quali, quando necessario, potrà indirizzare i pazienti. Come previsto dall’articolo 8 della Legge (formazione e aggiornamento del personale sanitario), per rendere operativa questa rete assistenziale è necessario agire sul piano della formazione dei medici di medicina generale.
Come primo strumento di formazione, il Ministero della Salute, tramite gli specialisti della Commissione Ministeriale, ha progettato un manuale informativo-didattico: “Il dolore cronico in medicina generale”, dedicato appunto alla preparazione e all’aggiornamento dei medici di medicina generale, che è stato recentemente pubblicato. Il testo, compilato da autori di riconosciuta competenza nelle materie trattate, è completo di tutte le nozioni di base, le indicazioni per giungere a una corretta diagnosi del tipo di dolore, i sistemi di misurazione del dolore, le tipologie di farmaci più adeguati a ogni patologia, con una particolare attenzione ai farmaci di maggior utilizzo per il dolore severo, anche non oncologico. Una particolare attenzione è rivolta infatti ai farmaci oppiacei, sulla cui utilizzazione pesano ancora molte riserve sia da parte di quei medici che ritengono l’uso degli oppiaci riservati ai malati terminali, sia da parte di una certa opinione pubblica, che ritiene questi farmaci possibili responsabili dell’instaurarsi di fenomeni di tossicodipendenza.
Oltre a fornire le basi cognitive per le diverse tipologie di dolore, il testo è organizzato in modo da rappresentare un utile strumento di lavoro grazie alle schede di consultazione accluse a ogni capitolo. Il manuale rappresenta dunque la risposta all’esigenza di fornire ai medici uno strumento per appropriarsi in modo rapido ma rigoroso delle competenze indispensabili per affrontare, secondo le nuove normative, la gestione dei pazienti con sindromi dolorose croniche, formulando diagnosi corrette, intervenendo con le cure adeguate e richiedendo solo nei casi più gravi l’intervento degli specialisti. Si può prevedere che l’operatività di questa rete territoriale per la gestione del dolore presenterà qualche difficoltà organizzativa perché richiede sia la partecipazione di molti enti (governo, regioni, province autonome) sia una grande disponibilità e un forte impegno da parte dei medici di medicina generale. Si auspica tuttavia che da parte di tutti (enti, medici) sia fatto ogni sforzo per realizzare rapidamente un progetto così importante nel perseguimento della lotta contro il dolore.


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