Recensione - Pathos

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Recensione

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La chirurgia percutanea del dolore
Un testo prezioso per l'algologo 
Percutaneous surgery pain.
A valuable text for algologists 
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A cura di Sergio Mameli
UO Terapia del Dolore, PO A. Businco, Cagliari
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È stata finalmente pubblicata la seconda edizione del testo “La chirurgia percutanea del dolore”, faro insostituibile per quanti si avvicinino al complesso e affascinante mondo del dolore. Chi raccoglie questa sfida scoprirà ben presto le insidie e le lacune del difficile percorso diagnostico e terapeutico per il controllo del dolore cronico. Il testo, nella sua recente presentazione, racchiude tutte le tecniche di cui l’algologo può disporre per condurre al meglio le battaglie contro il dolore, dopo avere definito la diagnosi patogenetica. Ogni bersaglio terapeutico sarà frutto di un’'attenta analisi dei meccanismi patogenetici che sottendono la sindrome algica, concetto che viene stressato nella trattazione dei singoli capitoli. 
L'autore prende in considerazione i risultati degli interventi dei vari operatori e per ogni procedura descritta fa riferimento a un’estesa revisione della letteratura, al fine di definire l’'obiettivo specifico, ossia ciò che si vuole ottenere agendo sul target anatomico; il valore intrinseco, che rappresenta la probabilità di ottenere l’'obiettivo specifico; l’'efficacia terapeutica, che consiste nella percentuale dei pazienti che ottengono pain relief dopo intervento. La terapia antalgica chirurgica, oltre alla perizia tecnica, richiede una perfetta conoscenza della fisiopatologia del dolore, della semeiotica e delle strutture anatomiche.
La nuova edizione si avvale di una ricca iconografi a curata personalmente dall’autore, che con meticolosità certosina riproduce l’'anatomia ed evidenzia i bersagli nei loro particolari, come nessuna immagine potrebbe meglio definire. Sono stati rivisitate e approfondite le sezioni riguardanti la radiofrequenza continua e pulsata, quelle sulla neuromodulazione elettrica e farmacologica, arricchite delle recenti acquisizioni in campo clinico e tecnologico e accompagnate da una abbondante raccolta bibliografica. Il tutto è ancora più avvalorato dalle considerazioni dell'’autore, frutto della grande esperienza maturata sul campo.
Grazie dunque a Guido Orlandini, che con questo suo nuovo libro, affiancato alla“Semeiotica del dolore”, ha donato due strumenti fondamentali di cui non può fare a meno chi “studia il dolore”.
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